venerdì 7 febbraio 2014

A spasso per gli States: Miami Beach


L'oceano è poesia. Nuotarci dentro significa sentirsi parte di qualcosa di più grande, sciogliersi nelle sue acque porta la mente tanto lontano quanti sono i posti bagnati da quel sale. Acque fredde e profonde ospitano pesci che nuotano fino a riva di un'isola per giocare con le onde mentre i venti rinfrescano una bollente giornata di sole.  
Peccato che Miami Beach non sia così.
Vorrei aver provato queste emozioni, ma qui non ho sentito nulla. Niente mi ha stupito, niente mi ha fatto sospirare, niente mi ha emozionato. L'oceano di Miami Beach è una lunghissima distesa di acqua calda, poco profonda e calma mentre le spiagge e la strada principale (Ocean Drive) sono zeppe di turisti, ristoratori e negozianti italiani.
Mi ha ricordato molto la Porto Cervo di un tempo, dove tanti ricconi e tanti aspiranti tali popolavano la Costa Smeralda orgogliosi di vivere nel lusso. La stessa dinamica c'è qui: ci sono gli italiani ricchi veri che sbandierano le loro Ferrari, Camaro o Mustang percorrendo Collins e la Washington Avenue e parcheggiando davanti a posti super cool come il "Casa Tua" (1700 James Avenue) o il B.E.D. (929 Washington Ave)  e che alloggiano al Delano, al Ritz o al The Setai, gli hotel più lussuosi  con camere che arrivano a costare 1000 dollari a notte.
Poi ci sono quelli che io chiamo i "Wanna be", cioè i "vorrei ma non posso": turisti che a distanza di 15 anni dalla morte di Gianni Versace hanno il pessimo gusto di scattarsi le foto davanti alla villa dove fu ucciso e che per una settimana vogliono fare i gran signori, spendendo ciò che non hanno per poter pubblicare su Facebook foto da Miami. Dico io, andate da un'altra parte.
Le coste, le spiagge ed il mare italiano non hanno nulla a che invidiare a Miami, anzi. I prezzi sono molto più ragionevoli, i servizi più efficienti e la cucina migliore. È inutile cambiare continente per poi comunque trovarsi circondati da italiani, per cui tanto vale optare per una bella caletta sulle nostre isole e sul nostro litorale.
Per me Miami aveva un fascino immenso prima di metterci piede, quando la sognavo guardando serie Tv e  film ambientati lì, come Scarface, Miami Vice, C.S.I e Nip/Tuck. Ma una volta arrivata, l'ho trovata scialba, costosa e banale. Forse noi italiani dovremmo apprezzare di più la meraviglia del nostro mare e delle nostre coste piuttosto che spararci 9 ore di volo per raggiungere un isola che non c'è.
























Articolo tratto dalla mia rubrica "Punture di Spillo" su Panorama.it del 21/08/2012 articolo QUI.
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1 commento:

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