lunedì 10 gennaio 2011

Celiachia portami via

Iniziamo dal principio. Ciao, sono Martina e sono celiaca e come me moltissime altre persone a questo mondo patiscono il problema. “La celiachia è un’intolleranza permanente alla gliadina, contenuta nel glutine, un insieme di proteine a loro volta contenute nel frumento, nell’orzo, nella segale, nel farro e in altri cereali minori. La celiachia rende tossici – nei soggetti affetti o predisposti – tutti gli alimenti derivati dai suddetti cereali o contenenti glutine in seguito a contaminazione” (da www.celiachiaitalia.com).

Nel mio caso, se assumo farinacei, mi gonfio come se fossi al quarto mese di gravidanza e mi viene una dermatite allergica su tutto il viso che mi impedisce di lavorare per minimo due settimane, con conseguente stato d’animo molto simile al protagonista brufoloso dello spot Topexan di qualche anno fa. E tutto ciò se sono fortunata, perché se sono sfortunata rischio molto di più: non ultima l’infertilità.
Bene, detto questo mi sembrerebbe basilare che cuochi, camerieri e chiunque lavori nella ristorazione, essendo la celiachia un’intolleranza alimentare abbastanza diffusa, sappiano quali siano gli ingredienti e gli alimenti da evitare nel caso un cliente soffra di questa patologia. Non è così. Vero, ci sono molti ristoranti a Milano organizzati e preparati a qualsiasi evenienza, ma appena si esce dalla grande città o dai menù patinati, il problema sembra totalmente ignorato.
Vi riporto una conversazione esemplificativa tra me e un cameriere:
Io: “Chiedo scusa, sono celiaca, cosa posso mangiare nel menù che non contenga farina di grano?”
Lui: “Signorina, le cucino un piatto di pasta senza grana padano?”
Io: “La pasta non va bene, nemmeno il pane e i cereali”
Lui: “Ah…Quindi due verdure gratinate?”
Io: “Le verdure gratinate no, il pangrattato sempre pane è”
Lui: “Allora né pane né latticini perché il grana non va bene… un’insalata? Va bene, le porto riso in bianco e un’ insalata”
Presa per esaurimento di pazienza accetto, facendogli passare che il riso non deve essere necessariamente in bianco, può essere condito con altri ingredienti a piacimento, ma non ho voglia di discutere né su questo né sull’insalata, che potrebbe tranquillamente contenere tonno, mozzarella, mais pomodori, etc etc. ma che ha promesso di portarmi solo verde.
Detto ciò, mi arriva un piatto di riso bollito nella stessa acqua in cui hanno cucinato la pasta e un’insalata con crostini di pane. Il tutto per me è immangiabile causa contaminazione. Queste cose sfortunatamente succedono davvero, non ho esagerato.
Ora mi posso solo chiedere: perché, se si tratta di un’intolleranza alimentare, proprio moltissimi addetti ai lavori nel campo alimentare non sono preparati e addirittura confondono il grano con il grana (padano)?
Ai posteri l’ardua sentenza

3 commenti:

  1. Non so come questo cameriere/ristorante facciano a lavorare!! Io lavoro in un piccolo ristorante di un paesino di provincia e ogni giorno c'è qualche celiaco... tanti impauriti mi chiedono almeno 3 volte ingredienti e preparazione. adesso capisco il perchè...

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