mercoledì 9 aprile 2014

Alien Eau Extraordinaire



Sono sempre alla ricerca di nuovi profumi e odori che stimolino i miei sensi e che si adattino alla mia personalità ed alla mia pelle. Ora che la primavera sta invadendo la città con colori allegri ed inaspettati ho deciso di mettere in pausa il mio abituale profumo invernale e trovarne uno più adatto a questa stagione ed al mio umore, che si sta risvegliando e che migliora ogni giorno circondato da stimoli floreali e dal clima tiepido e mite.

giovedì 3 aprile 2014

#summerexplosion le novità L'Oreal Paris


Arriva l'estate! Ok, mi sto facendo prendere un po' troppo dall'entusiasmo forse, alla fine Aprile è appena iniziato ed io ho già voglia di uscire di casa senza cappotto. Troppo? Ok, mi calmo. 

martedì 1 aprile 2014

#TiAmoItalia la collezione Collistar firmata Antonio Marras


Bellissima la collezione Collistar "Ti amo Italia", realizzata con il contributo di Antonio Marras. Questa primavera sbocciano colori, fiori e nuovi prodotti make up per noi attente alla qualità ed allo stile. Curatissimo il packaging, particolare e da collezione...ovviamente, in edizione limitata. Ogni prodotto è un piccolo capolavoro che con il tempo vi recensirò (su questo blog): presto vi racconterò di più e vi mostrerò qualche altra foto.

sabato 22 marzo 2014

Geox for Valemour - per avviare al mondo del lavoro i ragazzi affetti da Sindorme di down

Che bello l'evento organizzato in centro a Milano da Geox, nello store di via Torino. Un negozio pieno di persone, tutte ad ammirare il lavoro di alcuni ragazzi affetti da Sindrome di Down che hanno personalizzato scarpe (il progetto prevede la realizzazione di sneackers uomo-donna-bambino), foulard e borse con il loro particolarissimo tocco. Le pezze di tessuto utilizzate per la tomaia infatti sono una diversa dall'altra, perchè dipinte a mano dai ragazzi artigiani-artisti di Valemour. Si sono proprio messi di impegno per colorare, asciugare e vaporizzare i teli che sono serviti per ricoprire le sneackers, i foulard e le shopping bag. 


martedì 4 marzo 2014

Miss Manga - Come avere occhi più grandi #openyourmangaeyes



Vi ricordate Sailor Moon? Io adoravo quelle "Guerriere della luna" che mi hanno accompagnata durante tutta l'infanzia. Da piccola io le mie amichette giocavamo a interpretare Sailor Venus, Sialor Jupiter, Sailor Mercury e...beh, io ero sempre Sailor Mars! Un po' perchè aveva i capelli lunghi e castani e un po' perchè mi chiamo Martina, quindi era indubbiamente la mia preferita ;)



venerdì 28 febbraio 2014

adidas Originals inspired by....

adidas Originals | AW LAB exclusive inspired by Vanity Fair


adidas Originals e AW LAB in collaborazione con Vanity Fair danno vita ad un progetto dedicato al mondo femminile con il lancio di una collezione esclusiva di sneaker ispirate al retrò basket.

GLC, Extaball e Honey Sling,  modelli iconici di adidas Originals, vengono presentati con una nuova forma, prendendo ispirazione da tre temi differenti: gold, romantic e summer.

Io ho scelto queste:


lunedì 17 febbraio 2014

As a Frenchwoman. Waiting for a journey.

 

 Ci sono inaspettate giornate di sole con 16 gradi anche in inverno. Poi il grigio, la pioggia. Ma quando il bel tempo compare, bisogna fiondarsi fuori, aprire le finestre, respirare la luce. E' quello che ho fatto io, costruendo questo look pensando alla Francia. Saranno i Cuissardes (gli stivali sopra il ginocchio) o il cappello alla francese (chapeau) ma l'ispirazione è partita da lì e dalla mia voglia di fare un viaggio. Magari a Marsiglia, a Cannes, ad Antibes. Aspettando la primavera vicina. Posti che vorrei vistare, in cui vorrei tornare. Per staccare la spina, per riempirmi gli occhi di meraviglie. 
------------------------------
There are some unexpected sunny days with 16 degrees even in winter. Then, again gray sky and rain. But when the weather is nice, you have to sling off, open the windows, breathe the light. That 's what I did, thinking about building this look inspired by France. Cuissardes (the over the knee boots), a French hat (chapeau), and the inspiration came from my desire to make a trip. Maybe in Marseille, Cannes, Antibes. Waiting for spring nearby.

venerdì 14 febbraio 2014

A spasso per gli States: niente più Junk Food


Se gli italiani all'estero sono conosciuti per "pasta, pizza e mandolino", gli americani sono noti per la loro assoluta propensione verso il cibo spazzatura che li trasforma in super obesi da  "junk food". Chi non si ricorda il film-documentario "Super size me" di Morgan Spurlock uscito nel 2004?
Ma qualcosa sta cambiando. Quando venni a New York nel2008, le persone sovrappeso erano moltissime ed era quasi impossibile incrociare per strada un cittadino che fosse sotto la taglia 46.
Oggi, nel 2012, non è più così. Vi ho già raccontato delle fissazioni salutiste che ho scoperto a San Francisco, ma non mi aspettavo proprio di trovare così tanti newyorchesi in forma e...magri.
La politica anti-obesità portata avanti in questi anni da Barak Obama e soprattutto dalla moglie Michelle, che si concentra ancora di più nella lotta all'obesità infantile, sta decisamente dando i suoi frutti.
Numerosissimi i siti internet dedicati al "mangiar sano", comeletsmove.org gestito dallo staff di Michelle stessa,danielplan.com - God's prescription for your healt - che addirittura promuove uno stile di vita basato sulla storia biblica di Daniele, che ha abbandonato i cibi ricchi del re in favore di quelli poveri per onorare Dio. Tra consigli su spot e dieta, propone anche una Running Prayer, una preghiera da rivolgere a Dio durante il jogging.
Vi segnalo anche strong4life.com obesitycampaign.org entrambi finalizzati ad educare gli americani a seguire una dieta equilibrata.
È stato redatto anche un "Presidential Memorandum" ed istituita una Task Force con l'obiettivo di estirpare l'obesità infantile entro una generazione lavorando per:
1. Garantire cibo sano a prezzi accessibili
2. Aumentare l'attività fisica nelle scuole e nelle comunità
3. Fornitura di cibi non grassi nelle scuole
4. Formazione dei genitori con informazioni e strumenti per fare le scelte giuste per sè stessi e le loro famiglie.
Insomma, oltre le parole e le promesse, anche i fatti.
Gli americani hanno recepito il messaggio e non solo fioccano palestre aperte 24h ore su 24 (molto frequentate) ma  ai numerosissimi baracchini di hot dog e pollo fritto allo spiedo ormai in fila si trovano soprattutto turisti.
Mi chiedo se l'imminente tassa sulle bibite zuccherate proposta qui in Italia abbia il nobile scopo di preservare la salute dei cittadini come sta accadendo oltreoceano e se le polemiche in atto contro questa iniziativa abbiano un fondamento. Certo è che, se si vuole veramente intervenire sulla salute e le abitudini alimentari dei cittadini,  le vie da percorrere potrebbero essere molte altre e sicuramente più popolari di questa.



Articolo tratto dalla mia rubrica "Punture di Spillo"  del 31/08/2012 (QUI
Dettagli outfit QUI

mercoledì 12 febbraio 2014

A spasso per gli States: New York vista dall' alto


Ci sono molti modi per vedere New York dall'alto. I più famosi e gettonati per i turisti sono due: salire in cima all' Empire State Building oppure scegliere il Rockfeller plaza con il suo famosoTop of The Rock. Ci sono pro e contro, ma io ho una soluzione per voi che vi lascerà a bocca aperta e vi darà una buona alternativa rispetto alle gite a misura di turista!
Iniziamo con l'Empire State Building. Vale la pena salirci? È uno dei simboli mito di New York con i suoi 381 metri di altezza ed è famoso quasi quanto la Statua della Libertà. Il biglietto però costa 25 dollari a testa e bisogna affrontare 3 file chilometriche per
1. I controlli obbligatori di borse e zaini
2. Acquistare i ticket
3. Accedere agli ascensori
Calcolate che vi partirà una mezza giornata come niente e, arrivati finalmente all' 86esimo piano (320 m di altezza), sarete così in alto rispetto a tutto il resto che la visuale di New York sembrerà molto simile al microchip del vostro computer:  schiacciata.
Top of The Rock: la vista è sicuramente mozzafiato e vale i soldi spesi. Prima di tutto si sale al 67esimo piano e, non essendo alti come all'Empire, si gode di una visuale migliore che comprende l'Empire State Building stesso, il Central Park e praticamente tutti gli altri grattacieli di Manhattan. Un po' proibitivo il prezzo: 25 dollari a testa durante il giorno e 38 dollari per godere di tutto ciò al tramonto, quando la città diventa ancora più suggestiva e romantica. Ma credo che sia un'ottima idea per una proposta di matrimonio.

Ed ecco la mia alternativa: totalmente gratis ed altrettanto spettacolare. La vista dalla High Line, la storica ferrovia sopra elevata in disuso di Manhattan ora diventata un parco sospeso a più di 10 m di altezza che costeggia il fiume Hudson e attraversa l'Art Gallery District e tutta Chelsea.  Non è una  nota meta turistica ed infatti, lungo i 1.22 km di passeggiata dalla Little West 12th alla 30th street, si vedono soprattutto newyorchesi in pausa pranzo che consumano i loro panini in gruppo, che si fermano nei numerosi chioschetti per sorseggiare bevande o che approfittano delle panchine e delle comode sdraio in legno per leggere libri e prendere il sole.
Io non ho potuto fare a meno di fermarmi ogni centinaio di metri per scattare foto ad un panorama che cambia in continuazione tra murales, barche lungo il fiume e l'originalissima "agritettura" che caratterizza questo tratto: piante, fiori e natura si fondono con legno e metallo per creare un mix unico e rendere la passeggiata indimenticabile.

Articolo tratto dalla mia rubrica "Punture di Spillo" su Panorama.it del 30/08/2012 (QUI)
Dettagli outfit QUI

lunedì 10 febbraio 2014

A spasso per gli States: sparatoria all' Empire State Building. Io c'ero.


Voglio dedicare la mattinata ad una delle maggiori attrazioni della città: si sale sull'Empire State Building. Ho letto sulla guida che la vista da lassù è mozzafiato e che le file per accedere sono lunghissime. Bene, basta svegliarsi presto e battere tutti sul tempo.
Poco dopo le 9 del mattino sono già a spasso sulla 5th ave, il mio hotel è tra la 29th e Madison, a meno di 10 minuti a piedi dall' Empire.  Mi guardo intorno riempiendomi gli occhi di New York, voglio ricordarmi tutto. Caspita, fa già caldo. Gli ultimi due giorni sono stati freschi ma mi sa che è finita la pacchia e mo' arriva la botta d'afa.
Qualcuno mi urta dandomi una spallata. All'improvviso, gente che corre. Sirene che suonano. Una, due, tre macchine della polizia. Pompieri ed elicotteri. Deve essere successo qualcosa di grosso.  
Non so cosa fare. Me ne vado? Resto? Che diavolo sta succedendo?
"Mr. Mr., what's going on here?"
"I have no idea, ther's One man dead".
Ma come c'è un uomo morto? Poliziotti recintano la zona.
Altre auto arrivano ed inchiodano. Sono quelle nere dei federali. Addirittura l'FBI.
Passano i minuti, la zona recintata si fa sempre più grande finchè non chiudono tutta la 5th Ave dalla 28th alla 42th.  Per sicurezza, non si passa nemmeno dalla 6th ave alla 34th.  
Voci che si rincorrono: un attentato all'Empire State Building, un matto si è suicidato dopo aver sparato a delle persone a caso, la polizia ha ucciso qualcuno. Non si capisce niente.
"Some news?"
"No"
Arrivano in men che non si dica furgoni di quasi tutte le testate televisive.
"Go back Go back, you can not stay here! Go back" urla uno dei tanti poliziotti. Troppo tardi, cameraman e fotografi sono ovunque. Anche loro cercano di capire cosa è successo.
Gli animi si surriscaldano quando qualcuno mette in giro la voce che la polizia ha sparato in mezzo alla strada ad altezza uomo.
"10 people, 10 people". 10 persone. Sembra che abbiano sparato a 10 persone. Sì ma chi? E l'hanno fermato? Sta ancora in giro questo?
Mi metto vicino un telecronista che sta intervistando una donna. Lei racconta che ha visto un uomo per terra e un altro che correva verso la 34th, poi è scappata. Mi sposto di qualche traversa, voglio capire e raccontarvelo. Ascolto un'altra testimonianza vicino il furgone della ABC:
"...non so non si capiva niente...due poliziotti hanno inseguito un uomo che correva con una pistola in mano, forse hanno colpito qualcuno. Lui è morto".
Intanto tutto si riempie di turisti e curiosi che chiedono cosa sta succedendo e scattano foto. Uno degli ultimi arrivati, italiano, capisce che c'era un uomo armato in circolazione. Chiama casa e dice "Non sai che è successo potevo morì".
Alla fine, mi sono fatta anche io un'idea: un tizio stamattina si è svegliato ed ha deciso di uccidere un altro tizio. Non è chiaro se lo conoscesse o meno, considerando la mania che qui hanno di ammazzare gente a caso (tipo quel che è successo qualche settimana fa alla prima di Batman in Colorado) e non è chiaro nemmeno come o da chi diavolo siano state ferite le altre persone. E non so se sono vive. Sono davvero dieci? Non lo voglio sapere.
Faccio il segno della croce per loro.
Dopo questa, me ne vado. Mi è passata la voglia di camminare per New York. Quelle pazze storie che sentivo ai telegiornali mentre ero in Italia sembravano così assurde e lontane. Poi ti succedono a pochi metri e la musica cambia.

Articolo tratto dalla mia rubrica "Punture di Spillo" su Panorama.it del 27/08/2012 (QUI)

domenica 9 febbraio 2014

A spasso per gli States: i 3 migliori ristoranti di New York



 Ci sono tre cose che adoro fare a New York: camminare, darmi allo shopping e mangiare. Sono una vera buongustaia e amo questa città che abbraccia tutte le cucine del mondo: thailandese, italiana, francese, marocchina, vietnamita e qualsiasi altra ancora vi possa venire in mente.
Ecco la mia top three di posticini (con un ottimo rapporto qualità/prezzo) che mi hanno conquistata culinariamente e non solo!
Bistro61 restaurant + bar : 1113 1th Avenue at 61th street
Adoro i Menù presentati all'interno delle copertine di vecchi vinili musicali (mi è capitato Neil Diamond - love at The Greek recorded live) e il collage di etichette di tutte le bottiglie di vino consumate dai clienti usate come carta da parati per rivestire le mura del bagno. Nel corridoio lo stesso principio è stato utilizzato per adornare, con la parte frontale delle vecchie casse di legno che contenevano gli alcolici,  la  parete che costeggia la cucina. Le specialità di questo delizioso localino sono le cozze, servite In tante diverse varianti (aglio, salsa marinata piccante, pomodorini o formaggio). Ottimo per un pranzo chic o una cena easy, offre anche una buona scelta di vini. Prezzo super friendly: 23 dollari a tesa a pranzo, tasse e mancia incluse.
Barbès restaurant, tra la 36th e la  Madison Ave
Ristorante marocchino in cui è delizioso il personale ed è delizioso il cibo. Da provare il Couscous royale con agnello, pollo, salsicce, ceci, uva passa, carote, patate e zucchine. Troppo? Allora ordinate il Tagine de d'agneau: agnello con semi di sesamo, cipolla e prugne. Non male anche il vino algerino o marocchino che servono per accompagnare le vivande. Lo consiglio per la cena, considerando la romantica atmosfera delle luci di candela, delle lanterne bianche appese al soffitto e dal sottofondo musicale a tema. Prezzo: 45 dollari a testa compreso il 20% di mancia. Unico rimpianto: avrei provato molto volentieri anche i Briouats (involtini marocchini con pollo e mandorla) se solo fossero stati senza glutine. Mannaggia.
SanctuaryT: Tra la West Broadaway e Grand Street
Localino molto carino adornato con centinaia di barattoli colmi di erbe e spezie per preparare ottimi infusi di tè. C'è anche la possibilità di acquistare bustine personalizzate con il proprio mix di sapori e profumi preferito o scegliere quelle già confezionate con le specialità aromatiche dal locale. Adatto per un pranzo veloce o per una tea break riposante dopo una lunga passeggiata. Se volete mangiare, la Farmer's omelette si presenta bene, con il suo contorno di insalatina di pomodorini, carotine e patate country. Le insalate sono sfiziose, come la Sanctuary salad di gamberi, arancia e pinoli oppure la Pepper crusted ahi tuna con tonno, mandorle tostate e riduzione di miele. Interessanti le proposte Lunch Boxes, tre bauletti tra cui scegliere per un misto di dolce e salato adatte per chi vuole provare un po' di tutto. Peccato che il personale sia davvero poco gentile ed irritante. Prezzo: 23 dollari a tesa compreso il 20% di mancia (che non si meritano). Ah, se volete del pane, lo dovete pagare 4 dollari extra.

Articolo tratto dalla mia rubrica "Punture di Spillo" su Panorama.it del 23/08/2012 QUI
per il look click QUI

venerdì 7 febbraio 2014

A spasso per gli States: Miami Beach


L'oceano è poesia. Nuotarci dentro significa sentirsi parte di qualcosa di più grande, sciogliersi nelle sue acque porta la mente tanto lontano quanti sono i posti bagnati da quel sale. Acque fredde e profonde ospitano pesci che nuotano fino a riva di un'isola per giocare con le onde mentre i venti rinfrescano una bollente giornata di sole.  
Peccato che Miami Beach non sia così.
Vorrei aver provato queste emozioni, ma qui non ho sentito nulla. Niente mi ha stupito, niente mi ha fatto sospirare, niente mi ha emozionato. L'oceano di Miami Beach è una lunghissima distesa di acqua calda, poco profonda e calma mentre le spiagge e la strada principale (Ocean Drive) sono zeppe di turisti, ristoratori e negozianti italiani.
Mi ha ricordato molto la Porto Cervo di un tempo, dove tanti ricconi e tanti aspiranti tali popolavano la Costa Smeralda orgogliosi di vivere nel lusso. La stessa dinamica c'è qui: ci sono gli italiani ricchi veri che sbandierano le loro Ferrari, Camaro o Mustang percorrendo Collins e la Washington Avenue e parcheggiando davanti a posti super cool come il "Casa Tua" (1700 James Avenue) o il B.E.D. (929 Washington Ave)  e che alloggiano al Delano, al Ritz o al The Setai, gli hotel più lussuosi  con camere che arrivano a costare 1000 dollari a notte.
Poi ci sono quelli che io chiamo i "Wanna be", cioè i "vorrei ma non posso": turisti che a distanza di 15 anni dalla morte di Gianni Versace hanno il pessimo gusto di scattarsi le foto davanti alla villa dove fu ucciso e che per una settimana vogliono fare i gran signori, spendendo ciò che non hanno per poter pubblicare su Facebook foto da Miami. Dico io, andate da un'altra parte.
Le coste, le spiagge ed il mare italiano non hanno nulla a che invidiare a Miami, anzi. I prezzi sono molto più ragionevoli, i servizi più efficienti e la cucina migliore. È inutile cambiare continente per poi comunque trovarsi circondati da italiani, per cui tanto vale optare per una bella caletta sulle nostre isole e sul nostro litorale.
Per me Miami aveva un fascino immenso prima di metterci piede, quando la sognavo guardando serie Tv e  film ambientati lì, come Scarface, Miami Vice, C.S.I e Nip/Tuck. Ma una volta arrivata, l'ho trovata scialba, costosa e banale. Forse noi italiani dovremmo apprezzare di più la meraviglia del nostro mare e delle nostre coste piuttosto che spararci 9 ore di volo per raggiungere un isola che non c'è.
























Articolo tratto dalla mia rubrica "Punture di Spillo" su Panorama.it del 21/08/2012 articolo QUI.
Per i dettagli di outfit, click QUI e QUI

mercoledì 5 febbraio 2014

A spasso per gli States: L'illusione della libertà


"Siamo in un paese libero!" è la frase che più si sente nei film americani. Ma più sto qui mi rendo conto che non è così. In America hai l'illusione della libertà: ti confinano in un recinto in cui all'interno hai lo spazio per muoverti come preferisci, ma appena superi il confine la paghi molto cara. Senza approfondire con tematiche troppo pesanti ma rimanendo nella leggera superficialità che contraddistingue la mia rubrica, vi porto l'esempio delle norme stradali. Il codice della strada italiano è molto ferreo, infrangendolo si rischiano multe e decurtazioni di tot punti dalla patente. In America è diverso, cambia da Stato a Stato ma in linea di massima le norme non sono come quelle italiane. Per chiarire: è legale superare a destra e ti concedono la libertà di scorrazzare senza casco, ma ti arrestano per molto meno; sono più morbide e più rigide allo stesso tempo. È come se fosse un dare e avere.
Italia: nessuno che conosco è mai stato multato per aver buttato mozziconi di sigaretta o fazzoletti dal finestrino. Comunque la multa media sarebbe di 23 euro, in rarissimi casi di 500.
States: gettare una qualsiasi cosuccia dal veicolo vale un' ammenda di 1000 dollari, se sei recidivo la pena è l'arresto.
Italia: non si possono inviare sms nè si possono effettuare telefonate mentre si è alla guida
States: spot pubblicitari in tv recitano "non mandare sms,telefona per salvarti la vita". Qui si può guidare parlando tranquillamente al cellulare. Senza auricolari. Ma se mandi un sms ti arrestano.
Italia: è obbligatorio il casco per tutti i motocicli
States: di qualsiasi sia la cilindrata della moto, il casco non è obbligatorio. Ma il motociclista, nel traffico o al semaforo, non deve superare il veicolo che lo precede.
Italia: quando una pattuglia ti ferma per un controllo, ti chiede patente e libretto. Dopo averglieli consegnati puoi scendere dall'auto, fumare una sigaretta o aspettare grattandoti la testa.
States: se un poliziotto ti ferma quando sei in auto, non puoi fare nulla e devi rimanere fermo. Se solo ti azzardi a togliere le mani dal volante ti puntano la pistola, perché potresti voler impugnare un'arma. E ti arrestano.
Italia: allo Stop, precedenza a destra
States: allo Stop, ha la precedenza chi arriva prima
Italia: il rosso è rosso.
States: se è rosso, puoi comunque girare a destra
Italia: se ti beccano alla guida senza patente per dimenticanza, hai 5 giorni per presentarla a qualsiasi comando di polizia e se sei sfortunato paghi 36 euro di multa
States: alla terza volta, ti arrestano.
Per riassumere, in 25 anni passati in Italia non ho mai assistito ad un arresto, mentre nel mio road trip americano in una sola settimana ne ho visti tre. Per motivi così futili che qualsiasi cittadino italiano avrebbe gridato all'abuso di potere. Forse è per questo che troneggiano cartelloni pubblicitari di avvocati che a lettere cubitali gridano " Sei stato arrestato? Chiamaci!". Per non parlare dell'atteggiamento aggressivo dei poliziotti che anche per la minima effrazione ti urlano dietro come se fossi un criminale della peggior specie.
È una terra di contraddizioni, nella quale i cittadini sono illusi di avere una libertà che non hanno. E che pagano a carissimo prezzo.

Articolo tratto dalla mi rubrica "Punture di Spillo" per Panorama.it del 17/08/2012 (QUI)

lunedì 3 febbraio 2014

A spasso per gli States: Orlando.


L'aria è bagnata. Si respira acqua tanto è alto il livello di umidità. La mia asma da umido ne soffre moltissimo, la mia testa scoppia e la tengo continuamente sedata da innumerevoli antidolorifici. C'è un caldo soffocante, il sole scotta da ustionare e questa è la stagione delle piogge. Significa che ogni santo giorno, dalle 4pm alle 5 pm, diluvia con lampi e tuoni. Puntuale. Ma la bambina che c'è in me è felice.
Qui si abbandonano le preoccupazioni ed i pensieri, per immergersi in un mondo animato di giocattoli, mostri e personaggi dell'infanzia. Mi sono ricordata di quanto era bello sognare le avventure della Sirenetta e vivere la bellezza di Biancaneve, di quanto fosse divertente farsi sballottare a tutta velocità dalle montagne russe e di soffocare di adrenalina poco prima di partire sparata a 150 km/h sopra un roller coaster. Per tre giorni ho lasciato a casa la Martina adulta e con delle responsabilità, per lasciare libera la Martina bimba che ogni tanto ha bisogno di uscire e sfogarsi un po'. È terapeutico. Dovrebbero prescrivere a molti manager stressati un paio di giri ad Orlando per visitare Disneyworld o gli Universal Studios...e tra l'altro Universal batte Disney su tutti fronti: attrazioni più nuove e più adrenaliniche dove si possono divertire anche i più grandi.
Ho comprato la maglietta The Muppets e ho fatto 45 minuti di fila per catapultarmi a Springfield con i Simpson, ho seguito le magie di Harry Potter, bevuto Burrobirra e mangiato Cioccorane, percorso la Marvel way costellata dai Supereroi che erano i miei idoli e mi sono fatta prendere a calci da Hulk. Ho corso tra la pioggia per andare a ripararmi sotto una ragnatela di Spiderman e stavo seriamente pensando di tornare a casa con la coroncina di Wonder Woman.
Farsi prendere dalla sindrome di Peter Pan ha un costo, come tutto. Alto: 100 dollari a cranio per ogni parco, più una cinquantina per souvenir e cibo. Ne vale la pena peró, per tornare bambini e spararsi in vena una dose di stupore e risate che nel mondo degli adulti si fatica sempre più a trovare.

domenica 2 febbraio 2014

A spasso per gli States: il parco naturale di Yosemite, per immergersi nel vero pianeta terra

Che ricordi meravigliosi mi ha lasciato Yosemite! Li riprendo riproponendovi un articolo scritto per la rubrica "Punture di Spillo" su Panorama.it che trovate QUI, mentre il post su questo blog relativo all' outfit è QUI!